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Perché Chrome si chiama così

Perché Chrome si chiama così

By daniele

Ci sono volte che certe cose ci sembrano così ovvie, che non ci chiediamo mai perché sono definite a questo modo. Sappiamo certamente perché Windows si chiama così, per le sue finestre, e sappiamo sicuramente il perché Linux ha come mascotte un pinguino. Fra i tanti nomi e definizioni a disposizione, è possibile trovare Chrome. Il famosissimo browser di Google che porta un ormai un nome riconosciutissimo, tanto da far dimenticare il vero significato della sua parola originale. 

Ma andiamo per gradi. Questo browser poteva chiamarsi in tanti modi, magari anche più altisonanti ed orecchiabili. Chi si è dimenticato del famoso Ultron, il browser fasullo che è stato programmato specificatamente per la NASA? E’ un nome certamente più appariscente, e che rimane comunque in mente. Ma Chrome è rimasto il nome che è stato scelto dall’inizio alla fine.

E per inizio, intendiamo proprio anche il nome interno dell’azienda: Chrome è nato infatti come nome interno, e vi erano piani per cambiare questo nome una volta rilasciato il browser in pubblico. Ma la scelta di questo nome ha preso così tanti significati, che si è deciso di lasciarlo così com’è.

Perché mai? Chrome doveva trasmettere una semplice cosa all’utente finale: la velocità. In genere il colore “cromato” era associato alle auto sportive di tanti anni fa, specialmente per quel che riguarda l’ambiente americano con le loro specialissime “Muscle Cars”. Una realtà che al tempo effettivamente era reale, prima ancora di notare come questo browser faceva pesantissimo uso della memoria RAM.

Vi è poi un altro significato. In realtà, Chrome non sta anche per velocità ma anche per il suo concetto inverso: quello di non apparire. Secondo un intervista effettuata nel 2015 a Sundar Pichai, l’obiettivo del browser era anche quello di lasciare all’utente la concentrazione completa dei contenuti, lasciando molta meno enfasi sui tanti accessorietti del Browser (come le Toolbar o le Skin grafiche) in poche parole, la “Cromatura” del browser. E da qui, il nome Chrome.

E’ davvero appassionante come storia, considerando che Google Chrome è nato per essere portato molto, molto in alto, eppure l’enfasi che è venuta dopo stava proprio nel rendere il browser meno appariscente e più dedicato a ciò che l’utente desidera. Se poi il discorso è diventato nel tempo una critica sull’utilizzo dei dati propri e sulla privacy, questa è un’altra storia.

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